Dall’assolo NOBODY NOBODY NOBODY. It’s ok not to be ok prende forma la durational performance pensata in site specific per musei, spazi urbani e architetture abitate da collettività. Essa consiste in un attraversamento dello spazio in cui viene presentata, come opera viva tra le opere e le persone, una protesta danzata sotto gli occhi di chi presenzia e assiste.
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