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Immanence Ethical AI Report: chi governa l'IA?

Questionario sulla governance etica dell'IA in imprese e PA italiane
L’intelligenza artificiale sta entrando nei processi delle organizzazioni italiane molto più in fretta delle pratiche che la rendono governabile. La sua efficacia dipende però meno dalla tecnologia in sé e più dalle scelte umane che la accompagnano: dove si decide di impiegarla e come, chi ne risponde, come se ne valutano gli impatti e i rischi prima della messa in produzione, una supervisione umana che non sia solo formale, persone formate a prendere le scelte giuste.Sono scelte che spesso vengono vissute come un peso: adempimenti che arrivano dopo, rallentano, si aggiungono al lavoro vero. Il loro peso, però, sembra dipendere soprattutto da quando entrano in gioco — costruite dentro i processi fin dall’inizio, anziché applicate alla fine, tendono a diventare ordinarie, e sono ciò che permette a un progetto di AI di reggere nel tempo e di produrre davvero gli effetti per cui era stato pensato. È una delle ipotesi che questo questionario mette alla prova.Con l’Immanence Ethical AI Report vogliamo capire a che punto è l’Italia: non quanto si adotta l’IA, ma chi la governa e come. Dove esistono presidi solidi, dove restano zone d’ombra, che cosa è rimasto sulla carta e che cosa è diventato pratica quotidiana, e come cambia il quadro tra settori diversi e tra pubblico e privato.Per costruirlo abbiamo bisogno di chi questi processi li vive dall’interno.

A chi è rivolto

A chi lavora in un’impresa, in una pubblica amministrazione o in un ente del terzo settore e conosce, anche solo in parte, il modo in cui la propria organizzazione adotta e gestisce l’AI. Non è necessario che la usiate già: se non l’avete ancora introdotta, il questionario prevede un percorso dedicato più breve — anche questa è un’informazione che ci serve.

Cosa ti chiediamo

Sono domande quasi tutte a scelta chiusa. Non è un test e non esistono risposte giuste: un “assente” o un “non so” dati con franchezza valgono molto più di un “formalizzato” generoso. Oggi molte organizzazioni faticano a stare al passo con queste pratiche, e fotografare quel punto intermedio con onestà è ciò che renderà il report uno strumento utile di conoscenza condivisa.

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